SABATO’ 28 APRILE * EVENTO SPECIALE: UN MERCOLEDI’… DI SABATO! Spettacolo teatrale “Mi chiamo Egon # 2 – Un posto nella storia” di e con Egon Botteghi

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locandina EGON 28 aprile 2018_v3

UN MERCOLEDI’… DI SABATO!

E un evento speciale…. alle ORE 21,00, al Café des Arts,
via principe amedeo 33\F – Torino

i mercoledì eXtra-Ordinari sono lieti di presentare lo spettacolo teatrale

“Mi chiamo Egon # 2 – Un posto nella storia” o “Transistor: storie di r-esistenze trans” di e con Egon Botteghi

Mi chiamo Egon # 2 “Un posto nella storia”

“Noi persone trans abbiamo bisogno di sapere di non essere escrescenze nate sulla pelle delle tecnologie mediche occidentali e sottoprodotti del capitale ma che scorriamo da sempre nel sangue degli esseri viventi, che siamo reali.

La narrazione riguardo alle persone trans in Italia è ancora bloccata ad una idea patologizzante e di derivazione psichiatrica:
nel nostro paese si parla infatti ancora delle persone trans come “persone nate nel corpo sbagliato”, persone che “soffrono perchè prigioniere del proprio corpo”, persone che “odiano il proprio corpo” , tutte narrazioni create dalla psichiatria nel secolo scorso e pervicacemente mantenute in vita, fino a condizionare fortemente la percezione che di se hanno le persone trans e la loro libertà di espressione.
Tutti i discorsi per e tra trans sembrano concentrati su ormoni, operazioni ed ospedali.
La persona trans viene vista, e portata a vedersi, come un corpo che ha qualcosa di difettoso, che deve essere aggiustato per riallinearlo alla mente, che ha bisogno di essere registrato, come una macchina che è andata fuori fase, per riportarlo ad una “serena” espressione di genere, che riconfermi l’essere “uomo” o “donna” nella società italiana.
Non esiste ancora in Italia una legge che permetta alle persone trans di veder riconosciuto legalmente il proprio genere senza prima sottoporsi ad un lungo e costoso iter medico-legale.
Le proposte di legge alternative avanzate fino ad ora, alcune delle quali proponevano di rendere il cambio anagrafico per le persone transessuali un più snello atto amministrativo, non sono mai giunte in discussione alla camera.
Riteniamo invece che la transessualità non sia assolutamente un problema legato a qualcosa che non vada nel nostro corpo o nella nostra mente, a questo presunto non “allineamento” mente-corpo,
ma che sia una questione sociale e che il non allineamento mente-corpo sia piuttosto un problema che riguarda i principi fondativi della nostra cultura occidentale cartesiana.
Proponiamo l’evoluzione di discorsi tra le persone transessuali rivolti al potenziamento della loro identità non patologica e non dipendente dal potere demiurgico del medico e per questo intraprendiamo questo viaggio attraverso le narrazioni sulla “transessualità” in altre culture non sottoposte a procedure mediche, o del ruolo che le persone “trans” hanno avuto nella storia, favorendo una identificazione positiva.

In questo testo teatrale viene contrapposta la storia di una transizione ftm del nostro paese, tra pressione sociale e dispositivi medici e alcune vicende di persone “trans” nella storia e in altre culture, per far apparire che la persona trans non ha bisogno per vivere e per identificarsi positivamente del potere “salvifico”, coercitivo e ricattatorio dei nostri dispositivi medici e legali.

Lo spettacolo è scritto e attuato da persone trans ed alla fine della performance sarà avviata una discussione su questi temi con tutte le persone presenti alla performance stessa.”

Ingresso Up to You.

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